venerdì 15 aprile 2011

MADRI CLANDESTINE

Madri clandestine. E' il titolo di uno spettacolo. L'ho scritto un anno fa per Carla Peirolero, andrà in scena al Teatro Duse dall'11 al 15 maggio.
E' la storia di una donna, Nunzia, che lavora in un CPA ( Centro di Prima Accoglienza) a Lampedusa ( ora si chiama CIE: Centro di Identificazione e di Espulsione).
Nunzia racconta di sè e di alcune donne che ha conosciuto, che le hanno consegnato un racconto di disperazione e di paura ma sempre intriso di una forte volontà di riscatto. Una donna albanese, una cinese, una algerina, una italiana. Tutte madri e tutte, in diverso modo e con un diverso destino, clandestine.
Quando ho scritto questo testo i CPA stavano per chiudere, le navi della speranza venivano regolarmente respinte, non si accoglieva più nessuno. Dopo un anno la situazione è cambiata, il CPA è diventato CIE, non è più il luogo silenzioso e vuoto del tempo dei respingimenti, è affollato e problematico. Accogliere per identificare ed espellere?
Insieme a Carla Peirolero e ad Antonio Zavatteri, il regista, abbiamo deciso alcuni piccoli interventi sul testo in base agli ultimi avvenimenti, alle immagini e alle informazioni che arrivano da Lampedusa.
Non volevamo il respingimento e ora vorremmo altri modi e forme di accoglienza.
In scena Carla Peirolero e un coro multietnico di donne ( Russia, Giappone, Nigeria, Marocco) coordinato da Laura Parodi, i trallalleri e le ninne nanne, i canti delle donne, i canti in diverse lingue. Per pensare e credere tutti insieme a una società possibile.www.suqgenova.it

1 commento:

  1. Come dire che poco importa da dove veniamo, ci sentiamo così diversi per poi accorgerci che siamo assolutamente uguali.
    Un abbraccio e complimeti per il post.
    Valentina

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